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Pulitano (Energy Time): Pipeline solida e clienti di alto profilo, ora serve stabilità normativa

Un contratto da 18 milioni di euro per la realizzazione di 40 MW tra Sicilia e Molise, siglato con Nadara – tra i maggiori player globali nelle rinnovabili e controllata da JP Morgan – rafforza il posizionamento di Energy Time nel segmento EPC di fascia medio-alta. «Entrare nell’élite dei clienti internazionali è motivo di grande orgoglio», afferma il CEO Marco Pulitano. In un mercato che punta a installare 60 GW di nuova capacità fotovoltaica entro il 2030, l’azienda molisana consolida backlog e relazioni con fondi globali, tra opportunità industriali e ostacoli burocratici ancora rilevanti. Partiamo dall’accordo con Nadara. Che valore strategico ha per Energy Time? È frutto di oltre un anno di trattative. Parliamo di impianti di dimensioni importanti, non di operazioni che si chiudono in poche settimane. L’iter era iniziato prima dell’IPO, ma solo dopo la pubblicazione delle graduatorie GSE a dicembre abbiamo potuto finalizzare i contratti EPC. Questo accordo si aggiunge a un backlog già significativo e ci posiziona in una fascia di mercato medio-alta. Quanto pesa la relazione con grandi fondi internazionali nel vostro modello di crescita? Molto. Abbiamo lavorato con player come Xelio, controllata da Brookfield, e oggi con Nadara, gruppo che ha acquisito Falck Renewables. I grandi fondi internazionali investono nel rinnovabile italiano con una visione di medio-lungo termine. Accettano tempi di ritorno più realistici rispetto a certa parte dell’investitore domestico, spesso più speculativo. Questo ci consente di pianificare con maggiore stabilità. Il mercato italiano delle rinnovabili è davvero così attrattivo? Assolutamente sì. L’Italia è un Paese con grande irraggiamento solare e buon potenziale eolico. Oggi abbiamo un obiettivo chiaro: realizzare circa 60 GW aggiuntivi entro il 2030, in linea con PNIEC e target europei. Attualmente installiamo circa 6 GW l’anno: matematicamente non basta. Le opportunità sono enormi, ma serve accelerare. Cosa frena oggi lo sviluppo? Il principale collo di bottiglia resta la burocrazia locale. Anche con autorizzazioni già rilasciate a livello governativo, può intervenire un ente territoriale a bloccare tutto per anni. Abbiamo casi di ricorsi vinti al TAR e impianti comunque fermati da enti locali. Questo crea incertezza per noi e per i fondi. È un problema di coerenza tra obiettivi nazionali e applicazione locale. Il recente DL Bollette può migliorare la situazione? Sì, almeno in parte. È prevista una ricognizione delle richieste di connessione giacenti da anni e destinate a non concretizzarsi. Oggi molte connessioni bloccano la rete pur sapendo che quegli impianti non verranno mai realizzati. Fare pulizia significa liberare capacità e dare priorità ai progetti realmente cantierabili. Quali sono le leve strategiche per la crescita nei prossimi anni? Ci stiamo focalizzando su una clientela di alto standing e su partnership industriali forti con i produttori globali. Siamo tra i pochi operatori che possono mostrare impianti realizzati 18 anni fa e ancora perfettamente funzionanti. Questa storicità è un asset competitivo enorme. Avete modificato la strategia rispetto a quanto annunciato in IPO? In parte sì. Sei mesi fa stavamo valutando acquisizioni di società specializzate nelle connessioni. Le recenti semplificazioni normative potrebbero rendere meno strategica quell’operazione. Oggi preferiamo rafforzare il nostro ruolo di anello di congiunzione tra produttori internazionali e fondi di investimento, investendo in software di progettazione avanzata e nel recruiting di profili tecnici di alto livello. Che impatto ha avuto la quotazione sulla vostra struttura? La visibilità è stata determinante. Oggi riceviamo candidature di ingegneri e professionisti di alto profilo disposti a trasferirsi a Campobasso per lavorare in una realtà quotata e internazionale. In un territorio che soffre di spopolamento, questo è un risultato anche sociale. Oltre al business, c’è un impatto umano e territoriale di cui siamo orgogliosi.  

03/03/2026